Una rete di tubi: l’impianto idraulico del bagno di casa

Quando ci si approccia alla ristrutturazione di casa, dopo aver attentamente pensato a come comporre gli spazi e, dopo aver capito come disporre gli elementi sanitari, necessita una parte più tecnica, legata oltre che alla sistematizzazione elettrica, anche alla realizzazione degli impianti idraulici. Il bagno è sicuramente l’ambiente che, da questo punto di vista, richiede più attenzioni, in quanto svolge attività quotidiane e serve all’utilizzo di tutta la famiglia: il bagno deve essere efficiente.  L’impianto idrico ha il compito di condurre l’acqua fino alla nostra abitazione: grazie all’ausilio di macchinari deve soddisfare bisogni alimentari ma, soprattutto, necessità legate all’igiene personale. Esso si compone di un impianto di carico e uno di scarico, di una sezione legata all’adduzione e una alla distribuzione dell’acqua potabile, la quale proviene direttamente da un acquedotto. La rete di tubature è vasta ed eclettica, costituita da colonne verticali che decrescono di dimensione con l’ascesa in quota verso i piani alti del palazzi. Esiste però anche una rete di distribuzione orizzontale, la quale si estende fino ai punti di erogazione della vita urbana. La rete si intreccia, passando ogni giorno indisturbata sotto i nostri passi.

I materiali costituenti

Uno dei materiali che meglio resiste alle sollecitazioni termiche e di pressione provocate dall’acqua, è l’acciaio zincato. Per le tubature più importanti e centrali nella rete urbana si utilizza infatti quest’ultimo materiale. Parallelamente si aggiunge il rame, di facile utilizzo come anche le plastiche, che risulta leggero e maneggevole grazie alla sua liscia superficie: questo metallo minimizza le perdite di calore e riduce notevolmente la perdita di carico c’acqua. Tra i materialo plastici più venduti in commercio c’è il  polietilene PE e il reticolato PEX,  i quali offrono un ottima performance in termini di corrosione e sul piano della deposizione calcarea. 

Il nostro consumo di acqua: un problema macroscopico

Il problema dello spreco dell’acqua è un fatto più mondiale che domestico: la nostra rete pubblica ci fornisce acqua potabile, ma a quanto ammonta l’approvvigionamento fornito a migliaia di cittadini? La singola persona è capace di consumare, in condizioni di routine quotidiana, fino a 200 litri d’acqua, tra cui 130 sono destinati ai servizi igenici e altri 70 sono indirizzati alla cucina e ai suoi elettrodomestici. Per di più, tra questi 200 litri, vi è una cifra considerevole di acqua calda! Tra i 35 e i 55 litri di acqua riscaldata a 40° vengono consumati abitualmente. Dovremmo pensare maggiormente alle nostre abitudini e non solo impegnandoci nel chiudere il rubinetto quando ci laviamo i denti. In prossimità di una ristrutturazione futura, Edil domus impianti offre l’opportunità di effettuare un rifacimento del bagno a Roma: ristrutturare il proprio bagno dovrebbe non solo far rendere conto di cosa si cela sotto i nostri mattoni, ma dovrebbe anche accendere le nostre coscienze e avvertirci in merito a quanta acqua quotidianamente passa dalle nostre tubature.