Intolleranza al lattosio: 6 bevande alternative al latte vaccino

Intolleranza al lattosio: 6 bevande alternative al latte vaccino

Il latte vaccino è un alimento ricco di grassi e, per molti, risulta difficile da digerire, e causa spesso un fastidioso senso di gonfiore. Oggi esistono molte persone che non consumano il latte di mucca a causa di intolleranza al lattosio, allergia alle proteine del latte, perché hanno adottato un’alimentazione vegana o perchè vogliono sperimentare nuovi sapori. Per fortuna le bevande alternative al latte vaccino sono tante, principalmente quelle di origine vegetale, molto apprezzate perchè spesso più digeribili. Qual è la scelta migliore? Ogni bevanda ha le sue qualità e peculiarità, da scegliere in base alle esigenze e ai gusti personali. Ma scopriamo di più.

Perché scegliere il latte vegetale

Il latte vegetale, a differenza di quello di origine animale, è più digeribile e leggero perché contiene grassi vegetali “buoni”: è quindi indicato anche per le persone che hanno problemi di colesterolo alto. Ci sono poi molte persone che non possono più bere latte vaccino perchè intolleranti al lattosio: si tratta dello zucchero principale del latte e, la sua digestione, avviene grazie alla presenza di un enzima, che si chiama lattasi. Chi è intollerante al lattosio ha una carenza parziale o totale di questo enzima, per questo non riescono a digerirlo. Ciò comporta gonfiore, dolori addominali e diarrea. Il latte vegetale è invece più digeribile, inoltre è privo di colesterolo. In merito al contenuto di calcio, solitamente nel latte vegetale viene addizionato, oppure può essere integrato con il consumo di alimenti come mandorle o semi di sesamo. Anche l’apporto di vitamina D è inferiore nel latte vegetale ma, anche in questo caso può essere integrata con l’alimentazione consumando salmone, sgombro, tonno, funghi, uova e riso. Ecco 6 bevande vegetali alternative al latte vaccino.

1.Latte di soia: nutriente ma leggero

Il latte di soia è sicuramente tra le bevande vegetali più conosciute e diffuse: è molto nutriente ma ha poco calorie, il suo contenuto di proteine è paragonabile a quelle del latte di mucca. Contiene pochi grassi, du cui la maggior parte insaturi e utili al nostro benessere, inoltre è un alimento senza glutine, adatto anche ai celiaci. Il latte di soia ha un indice glicemico basso e non contiene colesterolo. può essere quindi consumato anche da chi soffre di diabete o colesterolo alto. Viene solitamente utilizzato anche per la preparazione di dolci, come creme, budini, ecc…Tra le caratteristiche che non tutti apprezzano c’è però il suo sapore, che è abbastanza forte. Il latte di soia contiene inoltre fitoestrogeni che aiutano ad alleviare i sintomi della menopausa, come le vampate di calore. Se assunti in grande quantità, però, i fitoestrogeni possono interferire con alcune funzioni della tiroide: per questo è consigliabile acquistare una bevanda a base di soia biologica e non OGM.

2.Latte di riso: poco calorico e molto digeribile

Il latte di riso è un’altra alternativa al latte di mucca molto diffusa: si ricava combinando il riso bollito, l’amido di riso e lo sciroppo di riso, arricchito spesso di minerali e vitamine, soprattutto vitamina B12 e vitamina D, che sono presenti invece nel latte vaccino. Si tratta di una bevanda poco calorica: contiene circa 70 kcal per 100 grammi, ed è molto digeribile, grazie al contenuto di zuccheri semplici, inoltre risulta essere il meno grasso tra tutti i tipi di latte vegetale. È indicato per chi è allergico alla soia ma il suo indice glicemico è più alto: per questo può essere controindicato per chi soffre di diabete. Il gusto di questa bevanda è particolarmente dolce ma gustoso

3.Latte di mandorle: energetico e antiossidante

Tra le bevande vegetali è molto diffuso anche il latte di mandorle, ricavato dall’infusione e dalla spremitura delle mandorle tritate: ha un sapore dolce e gustoso e viene consumato soprattutto in estate. Si tratta di un alimento energizzante e antiossidante, grazie alla presenza di vitamina E, inoltre contiene più calcio rispetto alle altre bevande vegetali ed è consigliato anche per i bambini. Inoltre non contiene ormoni o isoflavoni, quindi può essere consumato anche da chi soffre di squilibri ormonali o di acne.

4.Latte d’avena: diuretico e rinfrescante

Anche il latte d’avena, come il latte di riso è una bevanda ricavata da un cereale. Anche in questo caso di tratta di un’ottima alternativa al latte vaccino: è poco calorico, contiene circa 46 kcal per 100 grammi, è ricco di fibre, ed è quindi consigliato a chi soffre di stipsi, inoltre contiene pochi grassi e aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo, grazie ai beta-glucani. Ha un sapore delicato e dolce e ha effetti diuretici e rinfrescanti: è quindi molto piacevole da consumare anche in estate. Il latte d’avena contiene anche acido folico e vitamina E ed è una bevanda leggera e digeribile.

5.Latte di cocco: ricco di fibre e favorice il senso di sazietà

Il latte di cocco si ricava dalla polpa grattugiata della noce di cocco mescolata con acqua. Rispetto al latte di mucca ha una consistenza più densa ed è molto calorico: circa 200 kcal per 100 grammi. Ha inoltre un alto contenuto di fibre che aumenta il senso di sazietà e favorisce il transito intestinale. Contiene inoltre acido laurico, che aiuta a prevenire patologie cardiovascolari, ha proprietà antivirali e riduce il colesterolo cattivo LDL nel sangue. Tra i minerali più presenti troviamo il magnesio e il selenio, che svolge anche un’azione antiossidante.  Viene utilizzato soprattutto per la preparazione di dolci come sostituto di latte o panna.

6.Latte di canapa: ricco di proteine

Il latte di canapa è una bevanda che si ricava dai semi della canapa: è meno conosciuto rispetto alle altre alternative, ma è ricco di proteine e aminoacidi molto nutrienti. Contiene inoltre una buona quantità di ferro ed è spesso addizionato con vitamina A, D ed E, inoltre è ricco di acidi grassi Omega 3, utili per la salute del cuore, e Omega 6, importanti per le funzionalità cerebrali. È un’ottima bevanda energizzante e ricostituente ed è indicata per chi fa sport e per i bambini. Il suo sapore è più deciso rispetto alle altre bevande vegetali, ma viene spesso utilizzato per la preparazione di frullati, dolci e gelati fatti in casa.

Fonte: Intolleranza al lattosio: 6 bevande alternative al latte vaccino

Vivere con la celiachia buona dieta e nuovi alimenti

Se la riconosci non fa piu’ paura, anzi con una diagnosi precoce e una dieta appropriata, ad hoc, si puo’ condurre una vita assolutamente normale.

E’ l’iniziativa assunta dall’Aic, Associazione Italiana Celiachia, che per i suoi 30 anni d’attivita’, come si legge in una nota, “rinnova il suo sito ufficiale (www.celiachia.it) attivando il numero verde 800 454616 e promuove la prima campagna di sensibilizzazione nazionale con locandine e manifesti distribuiti presso farmacie e centri medici, inserzioni su quotidiani e periodici e uno spot televisivo e radiofonico che spiegano come una diagnosi precoce e una dieta appropriata, ad hoc, permettano di condurre una vita normale”.

Inoltre, in arrivo, c’e’ la pillola ‘anti celiachia’. Testimonial d’eccezione della campagna Aic saranno Pierluigi Collina, tra i migliori arbitri del mondo, l’attrice Gaia De Laurentis, e Daniele Bossari, deejay e conduttore televisivo. La campagna dell’Aic mira “a diffondere – continua la nota – la conoscenza della celiachia, i rischi correlati alla mancata diagnosi e l’importanza dello screening diagnostico per le persone con sintomi riconducibili alla malattia, ancora fortemente sottostimata”.

Lo scopo dunque e’ “informare in modo capillare la popolazione ed essere ancora e sempre di piu’ il punto di riferimento principale per tutti coloro che vogliono conoscere e affrontare meglio la celiachia – dichiara Elisabetta Tosi, Presidente dell’Aic – Grazie all’attivita’ dell’Aic, che conta oggi oltre 55.000 iscritti e 19 Associazioni regionali con sportelli su tutto il territorio, i pazienti diagnosticati sono circa 90.000″.

E “negli ultimi anni – precisa Umberto Volta, Presidente del Comitato Scientifico Nazionale Aic – il numero delle diagnosi e’ raddoppiato grazie alla sempre maggior attenzione che i medici di famiglia hanno rivolto all’intolleranza al glutine.

L’iceberg della celiachia rimane pero’ in gran parte ancora sommerso con meno di 100.000 pazienti diagnosticati a fronte degli oltre 500.000 attesi nella popolazione italiana: nel nostro paese solo 1 celiaco su 5 e’ stato al momento identificato e sono ancora troppe le diagnosi tardive, che arrivano dopo anni ed anni di sofferenze da parte dei pazienti.

Vi e’ poi un fenomeno paradossale e sempre piu’ frequente – conclude – ovvero il numero sempre maggiore di diagnosi “fasulle” poste sulla base di criteri non accettabili sul piano scientifico, ad esempio quadri di colon irritabile o allergia alimentare scambiati per celiachia”.

Disinfestazione blatte

Quante volte ci si è ritrovati con degli “esserini” simili a scarafaggi che scorrazzavano per casa, e quante volte si è creduto fossero fenomeni assestanti di insetti provenienti dall’esterno che, una volta uccisi, avrebbero avuto termine, per poi ritrovarsi da essi assaliti?? Nonostante le varie tipologie presenti, essi si possono inserire in quelli noti come “Blattoidei”, più comunemente definiti “blatte” o “scarafaggi”, che si infiltrano nelle case e negli edifici, creando al loro interno vere e proprie colonie.

Le blatte si possono riconoscere, nonostante l’esistenza di più di 4000 specie in tutto il mondo, dal corpo depresso in senso dorso-ventrale, dai colori poco appariscenti (spesso bruni), dalla lunghezza variabile dai 3 mm agli 8 cm, dal capo ipognato, provvisto di antenne lunghe e filiformi. Possiedono occhi disposti al di là delle antenne e due occelli (tutto ciò gli garantisce una vista abbastanza buona).

Le zampe sono sottili ma robuste, il torace è marcatamente convesso, con i margini laterali laminati e le ali possono in alcune specie mancare del tutto ed in altre essere presenti.
Si è soliti pensare alle blatte come insetti orribili, che incutono terrore e disagio e che occupano ambienti malsani. In realtà, non è affatto così. Sfatando un po’ il mito che essi vivono solo in luoghi sporchi, bisogna sapere che essi in realtà provengono da campagne, foreste o luoghi malsani come discariche, fogne, ecc ma che a causa della loro abitudine di cibarsi di derrate alimentari di ogni genere, esse si spostano in luoghi come abitazioni civili, scuole, ospedali, esercizi commerciali o di ristorazione, magazzini di derrate, laboratori artigianali di trasformazione agroalimentare, ecc.

Possono, oltre ad essere disgustose e provocare ribrezzo, causare innumerevoli danni, dal punto di vista economico/commerciale, perché rendono inservibili ed inutilizzabili le derrate alimentari di cui si servono e dal punto di vista prettamente salutare a causa della possibilità di trasmissione di organismi patogeni.

Cosa fare allora per combattere le blatte? Ci sono tre metodi di disinfestazione per le blatte:

– Prevenzione;
– Trattamento con esche;
Disinfestazione blatte o deblatizzazione;

La prevenzione è l’intervento di maggiore importanza, in quanto elimina alla fonte la possibilità di infestazioni. Le blatte sono infatti attirate da ogni possibile fonte alimentare e favoriti da condizioni che ne permettono l’ingresso, l’insediamento e il rifugio. In generale vanno adottate tutte le ordinarie misure d’igiene, quali la pulizia dei locali e degli arredi, lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti organici in adatti contenitori a chiusura, la conservazione degli alimenti in contenitori chiusi e in ambienti puliti e l’utilizzo di mobili che permettono la pulizia anche degli angoli più remoti.

Il trattamento di disinfestazione blatte con esche consiste nella disposizione di trappole, innescate con attrattivi alimentari, di varia natura (trappole meccaniche, a vischio, esche avvelenate, ecc..)
Infine, vi è la disinfestazione che è l’intervento più drastico, e consiste nell’irrorazione per mezzo di nebulizzatori e atomizzatori di insetticidi, spesso combinati con un attrattivo, oppure con la fumigazione, cioè con la dispersione nell’ambiente interessato di gas pesticidi/insetticidi.

Queste operazioni sono riservate ad operatori qualificati e ditte specializzate nel settore delle disinfestazioni di ambienti civili. Fondamentale è l’adozione di accorgimenti volti a prevenire rischi di intossicazione di persone e animali, per quanto i prodotti impiegati siano a bassa tossicità. In genere un intervento di disinfestazione blatte si attua in più fasi che prevedono l’ispezione, il trattamento, il successivo monitoraggio (con l’uso di trappole) e, infine, un secondo trattamento eradicante, a distanza di 3 settimane, per colpire le neanidi nate dalle ovature.
I prodotti più usati sono generalmente piretroidi di sintesi (deltametrina, cipermetrina, ciflutrin, cifenotrin, ecc), alcuni fosforganici (clorpirifos, diclorvos) oppure altri prodotti come imidacloprid o acido borico.
Attraverso la disinfestazione, la colonia di blatte sarà completamente sradicata e il locale tornerà ad essere completamente sano.

Il test dell’udito, come fare un controllo serio

Sembrerebbe naturale ed istintivo, nel momento in cui si comincia ad avere la impressione che qualche suono ci stia sfuggendo, e il più piccolo sospetto che nel nostro udito qualcosa non funzioni più alla perfezione, fissare istantaneamente presso un apposito centro un controllo udito, per assicurarsi che anzitutto non si tratti – come potrebbe essere – soltanto di un’impressione o anche di un problema passeggero, e successivamente, nel caso in cui siamo davanti ad un problema reale, per scoprire cosa, e come, fare per arrestare il problema.

Sembrerebbe, dicevamo: perché in realtà, una grandissima percentuale di persone ignora del tutto il problema e rifiuta, perfino a livello istintivo, anche solo l’ipotesi di compiere un test dell’udito. Proviamo allora a domandarci il perché di questo strano rifiuto: le motivazioni potrebbero stupirci.Una delle ragioni più diffuse, che forse ci stupirà, è che, temendo questo tipo di problema di salute, le persone di fatto tendono, tanto più visto che avviene in maniera progressiva, a non notarlo realmente.

Semplicemente, ogni volta si mette il volume del televisore un po’ più alto, si tende un po’ più l’orecchio per capire le parole del nostro interlocutore… e si nega il progredire del problema reale, perché non esiste un evento ben definito ed improvviso al quale ci si trovi costretti a ricollegarlo.Un secondo motivo può essere trovato nell’orgoglio. Non bisogna trascurare che, in generale, la sordità e tutti i problemi di udito vengono approssimativamente associati, nel pensare comune, alla vecchiaia e perfino alla demenza senile.

È quindi comprensibile che, sebbene il legame in realtà non esista, in tanti abbiano timore anche solo di ammettere il problema, per timore di sentirsi vecchi o peggio ancora disabili.Un terzo motivo si può scoprire in un altro genere di sgomento, che non è però per questo meno diffuso: quello del mondo della medicina in generale, e dei dottori in particolare. A nessuno piace trattare con un dottore, sentirsi esaminati, magari perfino giudicati (anche se questo non accade), e psicologicamente per molti, davanti a questa paura, la perdita di udito è un problema più facile da sostenere, specialmente se lo si nega a se stessi.

Per finire, c’è un ulteriore motivo, ed è la paura di quali conseguenze avrà sulla propria vita riconoscere che il proprio udito non è più al massimo. Sicuramente ci saranno cambiamenti, spese per l’apparecchio correttivo… e soprattutto toccherà accettare che il proprio corpo non funziona più alla perfezione. Cose che evidentemente non fanno piacere.In definitiva, se vogliamo ricapitolare, questi motivi sono poi casi particolari di un unico genere di blocco: la paura, declinata in tanti modi diversi.

Ma se veramente teniamo alla nostra salute, e se ci interessa avere una vita piena, arricchita dalla risata dei nostri cari, dai suoni della natura, dal piacere della musica, il piccolo passo di presentarsi ad un centro audiometrico per una verifica del proprio udito che ci dia la misura del problema è necessario.