L’esperto della gestione rifiuti, ruolo e competenze

Spesso oggi sentiamo parlare di una nuova figura professionale, ovvero dell’esperto della gestione rifiuti. Ma di cosa si occupa esattamente questo professionista del nuovo millennio e a cosa serve esattamente? Cerchiamo di capirlo insieme.

Gestione dei rifiuti, cos’è

Quando si parla di gestione integrata dei rifiuti, facciamo riferimento all’approccio globale alla gestione di tutta la filiera dei rifiuti, vale a dire dal momento in cui i rifiuti stessi vengono prodotti alla fase finale del loro ciclo di vita tramite il riciclo o lo smaltimento definitivo. La gestione integrata, quindi, si esplica in diverse attività:

  • azioni per ridurre la produzione di rifiuti;
  • la raccolta delle frazioni omogenee
  • il trattamento e anche la trasformazione dei rifiuti,
  • il trasferimento dei rifiuti alla loro destinazione finale.

L’anima stessa della gestione così concepita consiste, quindi, proprio nella progettazione e nella realizzazione di un sistema creato su misura dei comportamenti degli utenti, che sia in grado di coinvolgerli responsabilmente affinché i rifiuti prodotti siano ridotti e consegnati nel modo opportuno per il loro recupero e riciclo.

Chi è l’esperto della gestione dei rifiuti

L’esperto o manager della gestione integrata dei rifiuti è un professionista con competenze di varia natura, tra cui sociali, tecniche-progettuali, ma anche economiche, amministrative e finanche organizzative. Questa figura, quindi, si occupa di progettare la raccolta differenziata secondo le caratteristiche territoriali e il trattamento e la trasformazione dei rifiuti raccolti. Inoltre, programma anche valutazioni economiche sulle diverse possibilità, predisponendo, infine, le azioni necessarie per coinvolgere consapevolmente ogni singolo utente. Per diventare un esperto della gestione integrata dei rifiuti occorre frequentare un serio corso sulla gestione dei rifiuti, come quello proposto da Nova Ecologica, che sappia preparare al meglio il manager del futuro su una materia delicata come questa.

Qual è il mercato occupazionale

Il mercato di riferimento è molto ampio, la figura del manager dei rifiuti è infatti già ampiamente diffusa nel Nord del Paese, ma ancora poco conosciuta, forse, nel resto d’Italia. Ecco perché, sono numerose le possibilità occupazionali, che dipendono, comunque, dalla sensibilità di un territorio verso una gestione sistemica e integrata dei rifiuti e del riciclo dei materiali. Dunque, l’esperto in questione si rivolge sia agli enti locali che alle aziende private o partecipate che si occupano della raccolta rifiuti nelle diverse città. Inoltre, oggi ci sono anche molte società e cooperative create ad hoc dai manager della gestione integrata, oggi realtà professionali e aziendali ben strutturate con un organico formato da figure specializzate.

Il rifiuto e le sue tipologie

Il rifiuto e le sue tipologie

Che sia a causa di un trasloco o semplicemente per via di una ristrutturazione, tutti, almeno una volta, ci siamo trovati nella situazione di dove eliminare delle macerie o dei rifiuti non conformi a quelli abituali. Ebbene sapere però, che alcuni“scarti”, non sono della stessa portata di un sacchetto di rifiuti organici, per cui bisogna smaltirli in maniera corretta e rispettosa nei confronti di chi si occupa di tenere pulite le nostre strade. Sono tre le tipologie di rifiuti con cui veniamo a contatto nella nostra vita: urbani, speciali, pericolosi e non pericolosi. Questi non vengono classificati in funzione delle loro proprietà chimico-fisiche, bensì sulla base del loro luogo di provenienza. I rifiuti urbani, sono prodotti all'interno delle abitazioni domestiche e vengono smaltiti grazie all'operato dell'amministrazione pubblica previo rilascio di contributi fiscali da parte dei cittadini. Questo però è un fatto assai noto, perché vicino ala nostra routine, ma come avviene in verità lo sgombro dei famosissimi rifiuti speciali a noi lontani? Scopriamolo.

Uno sguardo più da vicino

Lo smaltimento dei rifiuti speciali a Roma, come in tutte le più grandi città, avviene in maniera metodologica. Questa spazzatura deriva dalle attività produttive di industrie e aziende e, la sua eliminazione, viene affidata ad aziende autorizzate, come Nieco, che si premura sia dell'aspetto tecnico che di quello amministrativo. Nel caso in cui i rifiuti dovessero contenere un'alta percentuale di sostanze tossiche e/o inquinanti, verrebbero classificati come “pericolosi” e, ci sarebbe una mobilitazione verso la riduzione di tale pericolosità al fine di renderli innocui per l'ambiente. Amianto, medicine, barattoli e stracci, lana di roccia e tanti altri, vengono trattati tramite dei processi speciali all'estero, dove possiedono le tecnologie migliori per la giusta eliminazione.

Una gestione eco-efficiente

La tecnologia non viene omessa dalla categoria del rifiuti speciali: insieme a batterie e vecchi elettrodomestici rappresenta una grande componente nell'area della spazzatura. A causa del fatto che tutti noi possediamo almeno uno smartphone, problema di tutti è lo stadio finale della sua vita. Nelle nazioni produttrici dei nostri intelligentissimi dispositivi, si sono premurati anche di creare degli enormi centri di riciclo nei quali si ha più riguardo per i materiali in mano che per la salute degli operai, ma questo è un altro articolo! Il recupero delle batteria agli ioni di litio, di schermi LCD e AMOLED e di tutte le componenti tecnologiche vicine a noi, deve essere integrato in un progetto di riqualifica per riuscire a riutilizzare materiali preziosi senza far soffrire le nostre terre rare.

 

Il laser per incisioni nel mercato consumer

Fin dalla sua comparsa sulla scena tecnologica mondiale, negli anni ’60, il raggio laser ha fatto parlare di sé, stimolando la fantasia delle persone ed entrando di diritti in un immaginario collettivo da cui non è uscito tutt’oggi, nonostante in realtà le sue applicazioni siano tra le più concrete immaginabili.

Ottenuto facendo convergere in un fascio coerente la luce emessa da alcuni gas e diodi particolari, il raggio laser ha una portato incredibilmente più elevata se paragonato a sorgenti luminose della stessa potenza.

Grazie a questo, il laser può venire utilizzato per convogliare enormi quantità di energia con precisione pressoché assoluta, a distanze che possono variare indifferentemente da pochi millimetri a molti chilometri.

Nell’industria bellica ad esempio, il laser trova molte applicazioni per la sua precisione e per la sua capacità appunto, di convogliare in pochi istanti grande energia termica su bersagli molto distanti.

In altri tipi di industria il laser viene utilizzato per tagliare materiali con enorme precisione, anche i più refrattari al taglio, con conseguente risparmio.

Un campo che deve la sua genesi e la sua fortuna proprio alle caratteristiche di precisione del laser è quello delle incisioni.

Oggi ormai è abbastanza comune imbattersi in tessuti caratterizzati da marchi incisi ad alta definizione proprio grazie al laser per incisione.

Da qualche anno poi sono in commercio sul mercato consumer vere e proprie stampanti tridimensionali che consentono di incidere con risultati sorprendentemente artistici, ogni genere di oggetto all’interno di plastiche e resine completamente trasparenti.

Anche nel campo della modellazione il laser per incisione viene utilizzato per realizzare modelli tridimensionali in scala perfetta e di grande precisione, consentendo una facilità alle operazioni successive una volta del tutto impensabili.

Le incisioni ottenute grazie al laser sono realizzate tramite il controllo di sistemi computerizzati nemmeno così particolari, ma il risultato dell’applicazione del laser per incisioni è di gran lunga più lusinghiero rispetto alla semplicità dei macchinari usati per ottenerlo.

Breve sguardo sul taglio laser

Non ha neppure cinquant’anni di storia, eppure ormai è già diventato uno standard applicatissimo e quasi pacifico nell’industria, e sta perfino iniziando a attecchire nelle piccole aziende, nelle scuole e perfino presso chi fa lavori metallici per hobby: con esiti ben diversi da quelli che erano predetti dalla fantascienza, e speriamo con buona pace degli autori e degli appassionati del genere, quel concentratissimo raggio di luce ad alta energia non è stato usato per creare armi devastanti da impiegare in appassionanti avventure interstellari, ma ha trovato la sua più diffusa funzione nelle pacifiche e utili macchine per il taglio laser. Scopriamo insieme cosa renda questa prassi tanto efficace, e perché stia ormai diventando la scelta preferita per effettuare lavorazioni di taglio a livello industriale.

Il taglio laser è una tecnologia di estrema accuratezza per le lavorazioni industriali, la quale richiede che si indirizzi il raggio generato da un laser contro il materiale che deve essere tagliato, guidandolo tramite controllo computerizzato. Sotto tale attività, a seconda del laser e del materiale, quest’ultimo può fondere, bruciare, vaporizzarsi direttamente, o anche essere eliminato con un intenso getto di gas: in tutti i casi, il risultato è un bordo tagliato con estrema nettezza e con una finitura superficiale di altissima qualità. Con questo metodo è possibile tagliare sia materiale in fogli, come le lamiere, sia tubi e materiali strutturali, poiché il raggio di luce può essere puntato con estrema adattabilità e che la precisione del puntamento è garantita dal computer che controlla il taglio.

Come abbiamo esordito dicendo, non dobbiamo andare molto indietro per ritrovare le origini del taglio laser: la sua storia è recentissima, e ha genesi nel 1965, negli Stati Uniti, con la costruzione della prima macchina da taglio laser nel Centro di ricerca di Ingegneria della Western Electric, alo scopo di praticare fori precisi su delle matrici di diamante. Non passano che due anni , e sono i Britannici a guidare la gara allo sviluppo, progettando un taglio laser a getto d’ossigeno, specifico per i metalli; le prime macchine di questo tipo, applicate grazie alla loro precisione al taglio del titanio per le applicazioni aerospaziali, entrano in produzione effettiva nel 1970. Sempre in questo periodo, inoltre, i laser a CO2, inadatti al taglio dei metalli che li assorbono, vengono applicati al taglio dei materiali non metallici, primi fra tutti i tessuti.

Fra i vantaggi del taglio laser, confronto ad esempio a quello meccanico, troviamo di sicuro una maggiore precisione (il raggio di luce che effettua il taglio non si usura, ed è sempre assolutamente “affilato”, mentre una lama meccanica col tempo immancabilmente si deteriora e perde in precisione) e una ridottissima contaminazione del pezzo (in quanto non c’è lama fisica, e nessuna particella residua può aderire al raggio laser e andare a sporcare la sostanza che viene tagliata.) Il suo incomodo principale, invece, risiede disgraziatamente nei costi; il consumo energetico delle macchine a taglio laser è invero elevatissimo, con un’efficienza che non supera il 15% e può piombare perfino al 5%. Con tutto ciò, il taglio laser rimane una scelta diffusa e valida, in grado di essere fino a trenta volte più veloce del normale taglio meccanico.